Mariella Papanaga: l’arte della musica, l’emozione e l’identità dietro il suo ultimo capitolo musicale
Ci sono artisti il cui rapporto con la musica va oltre melodie e parole, trasformando ogni nota in un modo per esprimere emozioni, esperienze e identità personale. Mariella Papanaga, cantante e violinista nata nel 1999, presenta il suo ultimo brano, offrendo una nuova occasione per scoprire la sensibilità artistica e la visione creativa alla base della sua musica.


Mariella Papanaga, all’anagrafe Maria Papanaga, nata in Moldova nel 1999 e in seguito trasferitasi in Italia, è una cantante e violinista che porta avanti il proprio percorso artistico attraverso una profonda passione per la musica. Unendo l’espressione vocale al suono distintivo del violino, costruisce gradualmente la propria identità, guidata dalla dedizione, dall’ambizione e dal desiderio di continuare a crescere. Il suo cammino personale, segnato da esperienze culturali diverse, fa parte della storia alla base del percorso musicale e della direzione creativa che sta sviluppando.
Quale consideri il tuo più grande punto di forza?
Non sono una persona a cui piace parlare troppo di sé, perché credo che le azioni raccontino spesso chi siamo meglio delle parole. Se però dovessi individuare il mio più grande punto di forza, direi la determinazione e la volontà di impegnarmi per raggiungere gli obiettivi che mi pongo. Quando desidero davvero realizzare qualcosa, cerco di dedicarle il tempo, l’energia e l’attenzione necessari. Credo che ogni traguardo richieda impegno e perseveranza e che il successo arrivi raramente senza pazienza e senza la volontà di andare avanti anche nelle difficoltà. Per me essere determinati significa anche riconoscere che c’è sempre spazio per migliorare. Ogni esperienza, positiva o difficile, offre l’occasione di imparare qualcosa, conoscersi meglio e acquisire fiducia nelle proprie capacità. Il talento è importante, soprattutto nell’arte, ma deve essere sostenuto da disciplina, costanza e un autentico desiderio di crescita. Come musicista considero questa mentalità essenziale. La musica richiede dedizione continua, sensibilità e il coraggio di mettersi alla prova. Cerco di affrontare i miei obiettivi con serietà e dare il meglio in tutto ciò che faccio, restando aperta a nuove esperienze e opportunità. In definitiva, credo che il valore non stia soltanto nel raggiungere una meta, ma anche in tutto ciò che impariamo e scopriamo lungo la strada.
Ci racconta anche che…
Non segue un unico genere musicale e preferisce esplorare stili diversi, dal pop alla dance fino al reggaeton. Il repertorio comprende cover e brani che riflettono le sue molteplici influenze. Quando scrive la propria musica, trae ispirazione da artisti diversi, lasciando che suoni e stili contribuiscano al processo creativo. I gusti musicali hanno iniziato a formarsi durante l’infanzia, quando amava cantare le canzoni di
Valerija, la celebre cantante russa, di cui conosceva a memoria il repertorio. In seguito ha attraversato una fase di grande ammirazione per Selena Gomez, diventata a sua volta una fonte d’ispirazione. Queste influenze riflettono tappe diverse del suo percorso e l’interesse per artisti con suoni e identità riconoscibili. La musica è sempre stata presente in famiglia. Il nonno era un fisarmonicista autodidatta che suonava alle feste, intrattenendo spesso gli ospiti con piccole esibizioni. Mentre lui suonava, lei e la sorella ballavano e cantavano, condividendo momenti che hanno reso la musica parte integrante dell’infanzia. Fuori dall’ambito musicale, ha una filosofia semplice sullo stile personale: gli abiti non definiscono una persona. Sceglie cosa indossare in base a come si sente quel giorno, senza regole fisse o criteri specifici. Sul palco adatta l’abbigliamento al tipo di esibizione, dando sempre priorità alla comodità. Ciò che conta è sentirsi a proprio agio, più che aderire a uno stile prestabilito.


Che ruolo ha la musica nella tua vita e quali generi ascolti?
Può sembrare un cliché, ma davvero non riesco a immaginare la mia vita senza suonare o cantare. Sento sempre il bisogno di fare musica, perché è una parte essenziale di ciò che sono e del mio modo di esprimermi. Molte volte è stata un rifugio, un luogo in cui liberare le emozioni, schiarirmi le idee e affrontare ciò che stavo vivendo. A volte è difficile tradurre certi sentimenti in parole, ma la musica mi permette di esprimerli diversamente. Quanto ai gusti, ascolto soprattutto pop, R&B e dance, ma ogni tanto apprezzo anche la classica e il soul. Mi piace ascoltare generi diversi, perché ciascuno offre un’atmosfera e un modo particolare di comunicare emozioni. La scelta dipende spesso dal mio umore e da ciò di cui sento il bisogno in quel momento. In un periodo particolarmente difficile della mia vita, due canzoni hanno significato molto per me: Impossible di James Arthur e Timpul di Feli, una cantante rumena. Entrambi i brani mi hanno fatto riflettere sulla situazione che stavo affrontando e mi hanno aiutato a guardarla da una prospettiva diversa. A modo loro sembravano suggerire possibili risposte e mi aiutavano a comprendere meglio i miei sentimenti. Per me è uno degli aspetti più significativi della musica: una canzone può raggiungerti esattamente al momento giusto e farti sentire compresa, anche quando fatichi a spiegare ciò che accade dentro di te. La musica non cambia necessariamente una situazione, ma può aiutarti a elaborarla, trovare conforto e vedere le cose diversamente. Ecco perché suonare, cantare e ascoltare musica sono così importanti per me. Non sono semplici attività che mi piacciono: sono parte essenziale della quotidianità e un modo per trovare equilibrio tra esperienze ed emozioni diverse.


Hai pubblicato recentemente un nuovo brano intitolato Superflu. Che cosa ti ha ispirato nella scelta del titolo e qual è il messaggio della canzone?
Sì, ho deciso di chiamarlo Superflu, un titolo che deriva dalla parola francese superflu, che significa “superfluo” o “non necessario”. La scelta è strettamente legata a un periodo difficile della mia vita, in cui ho subito discriminazioni per le mie origini. Quell’esperienza mi ha segnata e mi ha fatto riflettere su quanto possano ferire certi atteggiamenti e parole, soprattutto quando vengono rivolti a una persona soltanto per la sua provenienza. Con questa canzone volevo dare voce a chiunque abbia vissuto una forma di discriminazione e ricordare che nessuno dovrebbe essere definito o frenato dai pregiudizi altrui. Il titolo riflette il messaggio che desideravo trasmettere: i commenti negativi, i giudizi e i tentativi di far sentire qualcuno inferiore sono, in fondo, inutili e non devono determinare il nostro valore. Con Superfluvolevo trasformare un’esperienza personale in un messaggio capace di parlare anche agli altri. Credo che la musica possa affrontare temi difficili, sensibilizzare e aiutare le persone a sentirsi meno sole. Spero che chi ha vissuto situazioni simili possa riconoscersi nel brano e trovare la forza di andare avanti senza lasciare che la discriminazione definisca la sua identità. Il messaggio, in fondo, è semplice: nessuno dovrebbe impedirci di perseguire i nostri obiettivi o essere noi stessi a causa delle nostre origini. Le parole negative e i pregiudizi rivolti contro di noi sono superflui: non definiscono chi siamo, le nostre capacità o il nostro futuro. Con questa canzone volevo trasformare un’esperienza difficile in un’affermazione di forza, incoraggiando le persone a credere in sé e continuare ad andare avanti.


Dove ti vedi tra dieci anni?
Tra dieci anni mi vedo soprattutto felice, circondata dalle persone che amo e soddisfatta del percorso fatto. Per me la felicità personale è importante quanto il successo professionale e spero di guardare a questi anni sapendo di essere cresciuta sia come persona sia come artista. Naturalmente uno dei miei sogni più grandi è esibirmi su grandi palchi e raggiungere un pubblico più ampio attraverso la musica. Vorrei condividere i miei brani con più persone e portare i miei messaggi ad ascoltatori capaci di riconoscersi nelle mie parole ed esperienze. Sapere che la mia musica può far sentire qualcuno compreso, ispirarlo o aiutarlo a vedere una situazione difficile da un’altra prospettiva avrebbe per me un grande valore. Spero di continuare a sviluppare la mia identità musicale, scoprire nuove opportunità e mettermi alla prova artisticamente. So che costruire una carriera nella musica richiede dedizione, pazienza e molto lavoro, quindi voglio continuare a imparare e migliorare, restando fedele a me stessa e alle ragioni per cui ho iniziato. In definitiva, spero che tra dieci anni potrò guardare al mio percorso con orgoglio, sapendo di aver inseguito i miei sogni senza perdere di vista ciò che conta: le persone che mi sono vicine, le esperienze che mi hanno formata e la possibilità di condividere la mia musica e il mio messaggio con il mondo.
In attesa della prossima intervista, vi saluto con affetto.Un sincero ringraziamento dal micro influencer Daniel Balan: ogni progetto diventa un racconto visivo e ogni incontro una nuova storia da raccontare.Se desideri seguire il mio lavoro ed esplorare il mondo di Daniel Vision Lab, mi trovi su Instagram come @danielbalan.official
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