CANTANTE

Andrea “Catti” Cataldo: musica, identità e ambizione, la storia di un artista in evoluzione

Daniel Balan

Ci sono storie che non iniziano in un momento preciso, ma crescono insieme a noi. Storie che diventano un rifugio, una fonte di forza, una presenza silenziosa. Per Andrea Cataldo, conosciuto come Catti, la musica è stata proprio questo: una presenza naturale, qualcosa che non ha scelto, ma che è entrato nella sua vita fin dall’infanzia.

Andrea Cataldo è un artista di 19 anni, nato il 28 giugno 2007, un giovane determinato a trasformare un’aspirazione in una professione. Oggi lavora per dare al proprio sogno una forma concreta: vivere di musica, permettere a quella passione di diventare non soltanto uno sfogo, ma il suo futuro. Si descrive come una persona presente, che si impegna e vuole costruire qualcosa di reale partendo da ciò che sente davvero.

Quando hai capito per la prima volta che la musica sarebbe diventata una parte importante della tua vita?

Non c’è mai stato un momento preciso in cui ho capito che la musica sarebbe diventata una parte essenziale della mia vita. È arrivata in modo naturale, in silenzio, senza chiedere permesso. Da bambino, durante le frequenti discussioni tra i miei genitori, mettevo le cuffie e mi rifugiavo nella musica per allontanarmi da tutto ciò che mi pesava. Era il mio modo di respirare, il mio posto sicuro. La musica ha sempre avuto un ruolo terapeutico per me. Mi ha accompagnato nei periodi difficili, sostenuto quando avevo bisogno di forza e aiutato a trovare equilibrio. Da piccolo ho frequentato una scuola di canto e quella passione non si è mai spenta. È cresciuta con me, si è evoluta ed è diventata una presenza costante. La vera svolta è arrivata quando ho iniziato a scrivere e comporre. Dare forma a ciò che provavo, trasformare le emozioni in parole e melodie, mi ha permesso di conoscermi più a fondo. In quel processo creativo ho capito che la musica non era soltanto una passione, ma una parte fondamentale di me. È qualcosa di inseparabile dalla mia identità, che continua a guidarmi.

Ci racconta anche che…

Il percorso musicale di Andrea è iniziato a 11 anni, quando si è iscritto a una scuola di canto. Anche dopo averla lasciata, la musica è rimasta una parte importante della sua vita, persino nel periodo in cui sembrava un capitolo chiuso. Poi, quasi inaspettatamente e un po’ per scherzo, un’idea che aveva in mente da tempo ha cominciato a prendere forma: scrivere un brano tutto suo. Un semplice pensiero è diventato realtà, aprendo un nuovo capitolo del suo rapporto con la musica. Le prime difficoltà sono state profondamente personali. All’inizio, la timidezza e la scarsa fiducia in sé rendevano difficile esporsi e credere nelle proprie capacità. Oggi, però, Andrea si descrive come una persona completamente diversa, che ha superato gran parte di quelle insicurezze ed è cresciuta lungo il percorso. Un’altra sfida è stata imparare a gestire tutto ciò che comporta fare musica professionalmente. Andrea vuole fare le cose bene e cerca spesso di tenere tutto sotto controllo, assicurandosi che ogni dettaglio sia curato. Questo significa anche coordinare le persone coinvolte nei progetti, gestire le scadenze e fare in modo che tutto sia pronto al momento giusto. Crescere come artista ha quindi significato molto più che sviluppare le proprie capacità musicali. È stato anche un percorso per acquisire sicurezza, imparare a gestire le responsabilità e comprendere ciò che serve davvero per trasformare un’idea in qualcosa di concreto. Dal punto di vista musicale, il suo stile affonda soprattutto le radici nel rap e pop. Attraverso i suoi brani, Andrea vuole comunicare messaggi significativi, perché ritiene che questo sia uno dei veri scopi della musica: lasciare qualcosa di concreto a chi ascolta. Il suo obiettivo non è semplicemente creare canzoni, ma offrire agli ascoltatori qualcosa che rimanga oltre la musica stessa. Tra gli artisti che hanno maggiormente influenzato la sua crescita ci sono Ernia, Marracash e Lazza, i cui diversi approcci alla scrittura, all’espressione e alla musica italiana contemporanea hanno contribuito a plasmare la sua identità artistica.

Quando lavori a un nuovo brano, da dove nasce di solito l’ispirazione: un’esperienza personale, un’emozione, una storia o qualcosa che osservi intorno a te? Quanto della tua vita entra nei testi e quanto preferisci lasciare all’immaginazione?

Per me un nuovo brano non nasce necessariamente da una ragione precisa, ma da un momento particolare. Succede quando sento dentro di me il bisogno di esprimere qualcosa e quasi l’urgenza di dirlo agli altri. A volte l’ispirazione nasce anche da esperienze personali, dalla necessità di ricordare quei momenti che, nel bene o nel male, hanno contribuito a rendermi la persona che sono oggi. Ultimamente nelle canzoni parlo molto di me e della mia vita. Mettere in parole e sopra una base anche le cose che mi hanno ferito in passato mi aiuta a stare meglio. La musica mi permette di far uscire quelle emozioni e trasformarle in qualcosa di significativo. Allo stesso tempo, non riesco a portare tutto nei brani. A un certo punto sento talvolta un blocco e ci sono molte cose che preferisco ancora tenere per me. Ci sono parti della mia vita ed emozioni che non sono pronto a condividere completamente. Forse un giorno arriverà il momento in cui riuscirò ad aprirmi del tutto con i miei fan, ma per ora credo sia importante custodire alcune cose soltanto per me.

Ritiene che oggi i social siano diventati, purtroppo, una componente fondamentale dell’industria musicale. Senza una presenza forte su queste piattaforme, per un artista emergente può essere difficile andare lontano. Allo stesso tempo è convinto che i social, da soli, non possano costruire una carriera duratura. Per lui il talento resta essenziale. Senza un autentico talento artistico, un artista rischia di essere soltanto una cometa: può vivere un momento di successo, ma difficilmente durerà. Con talento, determinazione e la giusta mentalità, invece, crede sia possibile arrivare dove si desidera e costruire qualcosa di significativo nel tempo. Tra i suoi sogni, porta con sé fin dall’infanzia un’ambizione particolare: esibirsi al Festival di Sanremo nella categoria Big. È cresciuto vivendo le emozioni e i momenti legati al Festival e considera quella settimana quasi sacra: un periodo in cui fermarsi, staccare da tutto il resto e godersi la musica italiana. Un altro sogno è collaborare un giorno con alcuni degli artisti che hanno maggiormente influenzato il suo percorso musicale, in particolare Ernia e Marracash. Condividere un brano con uno di loro rappresenterebbe non soltanto un importante traguardo professionale, ma anche la realizzazione di un sogno coltivato da anni.

Guardando al futuro, a quali progetti stai lavorando e come immagini il tuo percorso artistico nei prossimi dieci anni? Che cosa vorresti lasciare nel ricordo di chi ascolta la tua musica?

Sta lavorando a diversi nuovi brani e intende continuare a mettersi alla prova sul piano creativo. Il suo obiettivo è pubblicare numerose canzoni nel corso dell’anno, valutando anche la possibilità di realizzare un piccolo progetto con una narrazione più profonda, capace di raccontare una storia più ampia di un singolo brano. Quando pensa a ciò per cui vorrebbe essere ricordato, mette al primo posto la scrittura e i testi. Più che definirsi semplicemente rapper, si considera un autore, perché per lui la scrittura è l’elemento più importante della musica. È attraverso le parole che sente di potersi esprimere con maggiore autenticità e lasciare qualcosa di significativo. Spera inoltre che, pensando a Catti, le persone pensino a Capri, l’isola che rappresenta il suo luogo speciale e del cuore. Vorrebbe che nel tempo entrasse a far parte della sua identità artistica e del racconto affidato alla musica. Guardando a dieci anni da oggi, spera che il sogno che sta inseguendo sia diventato realtà. Si augura di aver piantato i semi giusti, compiuto le scelte giuste e, soprattutto, lasciato qualcosa di significativo alle persone che lo hanno ascoltato e seguito. Spera anche di aver imparato a lasciare andare alcune delle paure che porta con sé, soprattutto quella costante del futuro e di fare scelte sbagliate. In definitiva, desidera trovare serenità facendo il lavoro che ha sempre sognato e condividendo esperienze ed emozioni indimenticabili con i fan e le persone che ama. Il futuro, per lui, non riguarda soltanto il successo: significa costruire qualcosa che abbia valore, restare fedele alla propria scrittura e poter guardare indietro, un giorno, sapendo che la sua musica ha lasciato un segno autentico in chi l’ha ascoltata.

In attesa della prossima intervista, vi saluto con affetto.Un sincero ringraziamento dal micro influencer Daniel Balan: ogni progetto diventa un racconto visivo e ogni incontro una nuova storia da raccontare.Se desideri seguire il mio lavoro ed esplorare il mondo di Daniel Vision Lab, mi trovi su Instagram come @danielbalan.oficial


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